Una mia amica mi ha scritto in merito ad una sua preoccupazione politica e dato che la stessa è condivisa da un bel po' di persone che conosco, ho pensato di pubblicarla e di risponderle anche tramite il blog, un po' per rilanciare un concetto che penso possa essere la salvezza di tutti in tutte le epoche ed in tutti i paesi, e un po' per sapere anche gli altri cosa ne pensano :
Lei scrive :
ho letto il pezzo "censurato"..brava, fai bene...mi piacerebbe però magari
leggere anche una riflessione, se qualcuno che sa scrivere lo facesse, su
quello che ritengo un dramma:
noi, tra poco, dovremo scegliere tra Berlusconi
e Prodi...
il primo lo conosciamo bene e lo conoscono ora anche coloro che in buona
fede l'hanno votato, mentre il secondo...ma davvero lo conosciamo? ma la
conosciamo davvero la sua storia? sappiamo cosa vuole? No..sappiamo cosa
"dice" di volere..dove ci porterà? possibile che in Italia non esistano
altre figure?...siamo 60 milioni!
Scusa lo sfogo ma dei due non so chi sia peggio..opinione personale
naturalmente..
Continua a scrivere...a qualcuno farà bene, non credi?
Ed io rispondo :
Beh..purtroppo sono costretta a dirti di votare "un programma", lo so, sembra di essere in matrix ma in realtà l'unica cosa che ci conviene davvero fare è votare le "idee/ideologie" che sicuramente non ci possono tradire in quanto tali, l'importante sarà restare sempre vigili e non aver mai paura di esprimere i propri dubbi o le proprie dimostrazioni, infatti credo che il probema vero sia stato e sarebbe l'assenza di partecipazione e di attenzione critica più che l'aver votato l'uomo o gli uomini sbagliati.Infatti credo che si stia forse esagerando con il voler sapere a tutti i costi cosa pensino le PERSONE o addirittura a farglielo scrivere con il sangue o torturandoli con macchine della verità...non è questo il punto, sarebbe troppo comodo eleggere "il giusto" e poi fregarsene o spegnere il cervello( ovviamente non dico a te, anzi!).
In poche parole credo che la chiave di tutto stia nella capacità critica e nella volontà di partecipazione, affinchè gli anni ottanta non tornino mai più!Senza contare che se si torna a "far politica" in ogni luogo saranno sempre più coloro che ne faranno una vocazione e magari aumenterà la probabilità di trovare un qualcuno, uomo o donna che sia, da cui sentirsi realmente rappresentati al di là della sua storia personale, dei suoi gusti sessuali o di quante caramelle ha rubato da piccolo, occorre spostare l'attenzione dal singolo alla "cosa politica" che è poi la società, altrimenti si alimentano soltanto individualismi e gossip, tutte cose di cui non soltanto il paese ma anche l'intero mondo non ha affatto bisogno.
A voi la disputa!
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